Crescere senza uscire dalla comfort zone
In barba alla litania che ci propinano in ogni salsa: io amo stare nella mia zona di comfort.
“Bisogna uscire dalla propria zona di comfort.” Ma che vuol dire?
Messa così più che un invito alla crescita, potrebbe sembrare una minaccia: allontanati da ciò che conosci, da ciò che ti fa sentire a tuo agio, da ciò che sei.
Il rischio è che, invece di motivarci, ci faccia sentire inadeguati. Come se dovessimo essere e fare continuamente “di più”, senza sapere bene cosa. E così, paradossalmente, ci aggrappiamo ancora più forte alla nostra confortevole, splendida, ma pur sempre limitata Comfort Zone.
Io credo che il punto non sia uscirne ma espanderla.
Ogni fase della nostra vita ci chiede una versione diversa di noi. Acquisiamo nuove competenze, cambiamo prospettiva, ci creiamo nuove abitudini e ne abbandoniamo altre, lasciamo andare convinzioni che ci sono state utili per un periodo e ne costruiamo di nuove. È questo che significa esprimere il proprio potenziale: non inseguire una versione ideale di sé, ma permettere a ciò che è già dentro di noi di emergere attraverso l’esperienza.
Ai miei Coachee ricordo spesso che tutto parte dall’autoconsapevolezza. Ma è l’azione a essere davvero generativa di cambiamento e di nuove realtà.
Se il potenziale resta solo un’idea, rischia di trasformarsi nell’ennesimo standard irraggiungibile. Se invece lo mettiamo in movimento, diventa un processo. Ed è proprio lì che magic happens.
Ogni volta che affrontiamo una sfida, impariamo qualcosa di nuovo o ci concediamo di fare un passo che ieri non avremmo fatto, non stiamo semplicemente esprimendo il nostro potenziale. Stiamo ampliando il perimetro di ciò che ci è familiare e la nostra zona di comfort cresce insieme a noi.
È per questo che non credo dovremmo sforzarci di uscirne. Preferisco pensare che il vero obiettivo sia renderla sempre più ampia. Perché crescere non significa vivere costantemente nel disagio. Significa sentirsi a casa in uno spazio che, grazie alle esperienze che facciamo, diventa ogni giorno un po’ più grande.
Elena