Perché cambiamo? Il cambiamento tra paura, desiderio ed evoluzione

Cambiamento: cos’è – come funziona – perché spesso spaventa – perché spesso si arriva al “mollo tutto e cambio vita” – come mai al contrario alcune persone sentono di essere ormai “arrivate” in un certo qual modo alla loro forma definitiva.

Innanzitutto, il cambiamento è una costante inevitabile della nostra vita, in secondo luogo, non esiste un solo trigger che ci spinge a ricercarlo o che comunque lo inneschi. Come in ogni cosa: DIPENDE.

In genere, tutto inizia con una sensazione interna, come una spinta interiore, un disagio che ci spinge via dallo status quo o al contrario una forte attrazione per qualcosa di diverso. Il corpo e la mente arrivano anni luce prima della testa ma i loro messaggi, ahimè, vengono spesso messi a tacere dalla nostra mente, grande amante del conosciuto e del prevedibile, perché li identifica come una minaccia.

Finché però, ad un certo punto, queste vocine, diventano troppo forti per essere ignorate e a quel punto ci troviamo davanti a un bivio: muoverci verso l’ignoto oppure rimanere dove siamo, accettando di convivere con quel malessere di sottofondo.

Perché cambiamo?

Possiamo cambiare per moltissime ragioni. Ma, semplificando, possiamo individuare almeno quattro grandi spinte:

1. Per saturazione
Quando il costo emotivo, fisico o psicologico del rimanere dove siamo diventa più alto del rischio di cambiare. Non necessariamente sappiamo dove vogliamo andare: semplicemente sappiamo che non possiamo più restare lì.

2. Per attrazione
Non stiamo scappando da qualcosa, ma ci sentiamo chiamati verso qualcosa che ci interessa, ci entusiasma o risuona con i nostri valori più profondi.

3. Per evoluzione
Cambiamo perché cambiamo noi. Cresciamo, facciamo nuove esperienze, incontriamo persone, attraversiamo contesti diversi e, inevitabilmente, cambiano anche le nostre priorità, i nostri bisogni e il modo in cui guardiamo alla nostra vita.

4. Per ricerca di coerenza
Quando percepiamo una distanza tra ciò che sentiamo, ciò che pensiamo e il modo in cui stiamo vivendo. Il cambiamento diventa allora un tentativo di riallineare la nostra vita con chi siamo diventati.

Quando viviamo un cambiamento ovviamente è necessario preventivare una fase di adattamento iniziale che non è solo mentale ma è proprio biologica. Il nostro cervello infatti si ristruttura per poter accogliere la novità in base alle nuove azioni ripetute. 

Darsi tempo, fare spazio per chi stiamo diventando

Per i miei coetanei che si trovano un po’ spaesati in questa fase di vita, ci tengo a spezzare una lancia a nostro favore: la corteccia prefrontale finisce di svilupparsi proprio a 30 anni, trasformando l’impulsività dei 20 anni in una solida capacità di pianificare il futuro, gestire lo stress e prendere decisioni ponderate. 

Siamo nell’era della “potatura”, possiamo selezionare, sfrondare, acquisire nuove competenze, cambiare abitudini per fare spazio a chi siamo oggi e a chi vogliamo diventare. : )

Elena

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